Sbiancamento dei denti: dentifrici, collutori, strisce… possono davvero cambiare il colore del tuo sorriso?

mani che tengono prodotti dentali

Negli scaffali di supermercati, farmacie e shop online troviamo di tutto: dentifrici “whitening”, collutori sbiancanti, strisce da applicare a casa, penne con gel miracolosi e persino kit completi con luci LED integrate. 

Tutti promettono la stessa cosa: denti più bianchi e brillanti in pochi giorni. Le confezioni mostrano sorrisi perfetti e testimonianze entusiastiche.

Ma la domanda è inevitabile: possono davvero cambiare il colore del tuo sorriso?

La risposta è chiara: NO!

 E il motivo è semplice: le leggi europee stabiliscono limiti molto precisi sulla concentrazione di principi attivi sbiancanti che un prodotto venduto liberamente può contenere.

Cosa dice la legge in Europa

Secondo il Regolamento Cosmetici (CE) 1223/2009 e la Direttiva 2011/84/UE, nei prodotti “liberamente vendibili” – senza la supervisione di un professionista – la concentrazione massima consentita di perossido di idrogeno o di sostanze che lo rilasciano è 0,1%. Tradotto significa che il principio attivo in grado di penetrare all’interno del dente e schiarire il suo colore è inesistente.

Per avere un termine di paragone, un trattamento professionale in studio può arrivare fino al 6% di perossido di idrogeno (o equivalente) nelle sedute domiciliari prescritte dal professionista, e fino a concentrazioni anche superiori in alcune tecniche di sbiancamento alla poltrona.

Questo significa che un prodotto da banco contiene fino a 60 volte meno principio attivo rispetto a un trattamento eseguito da un professionista.

Come agiscono i prodotti da banco

Per capire il perché della differenza di risultati, dobbiamo distinguere due tipi di azione sbiancante: 

  1. Azione superficiale
    È quella che si ottiene rimuovendo le macchie estrinseche, cioè pigmenti depositati sulla superficie dello smalto da caffè, tè, fumo, cibi coloranti…

I dentifrici “whitening” possono ‘schiarire’ queste macchie grazie ad agenti abrasivi contenuti nel prodotto. 

Ripeto il concetto: ‘SCHIARIRE’, per quanto abrasivi non hanno il potere di eliminare completamente la macchia, cosa che invece è ottenibile con una seduta di igiene professionale eseguita presso uno studio dentistico.

Questi abrasivi oltre a non eliminare la macchia, possono rovinare lo smalto graffiandolo e rendendolo sempre più poroso. Uno smalto poroso trattiene i pigmenti colorati e quindi i denti si macchiano prima.

Non tutti i dentifrici sbiancanti contengono agenti abrasivi, esiste una categoria che utilizza agenti ottici come il blue covarine, che lascia un leggero film bluastra sulla superficie per dare un effetto di contrasto ottico: il dente appare più bianco… finché il film non viene naturalmente rimosso, generalmente dai 15 hai 30 minuti. Quindi si tratta di un illusione ottica! Questa illusione è visibile solo in chi ha i denti già bianchi. Se hai i denti gialli l’effetto momentano è semplicemente di un dente più luminoso ma il tuo colore non cambia.

2. Azione profonda
Per modificare il colore naturale del dente bisogna agire sui cromofori organici all’interno dello smalto e della dentina fino a renderli meno colorati. Questo richiede una concentrazione di perossido molto più alta di quella consentita nei prodotti da banco, e un tempo di contatto adeguato, che solo un trattamento professionale con un protocollo personalizzato può garantire in sicurezza ed efficacia.

Strisce, penne e kit LED: hanno un effetto maggiore?

  • Strisce e penne sbiancanti: in Europa, se contengono perossido di idrogeno, devono rispettare il limite dello 0,1%. A questa concentrazione l’effetto è inesistente. Alcune formule contengono altri principi attivi come ad esempio il PAP, ma la loro efficacia è ancora oggetto di dibattito scientifico e non è paragonabile al perossido di idrogeno e carbamide.
  • Kit con lampade LED: la luce da sola non sbianca. Può al massimo accelerare l’azione di un gel già attivo, ma se il gel rispetta i limiti di legge per la vendita libera, la luce non farà miracoli. In molti casi, il “bianco immediato” che si osserva dopo una sessione è semplicemente dovuto alla disidratazione temporanea dello smalto, che scompare nel giro di poche ore.

Perché la legge limita le concentrazioni

Il perossido di idrogeno è un agente sbiancante molto efficace, ma a concentrazioni elevate può causare sensibilità dentale, irritazioni gengivali e, se usato in modo scorretto, danni permanenti allo smalto.
Per questo la normativa tutela il consumatore riservando le concentrazioni realmente efficaci allo specialista, che può valutare lo stato di salute orale, personalizzare il protocollo e monitorare eventuali effetti collaterali.

Il rischio della “falsa promessa”

Negli anni ho incontrato pazienti convinti di poter ottenere lo stesso risultato di uno sbiancamento professionale con un prodotto acquistato al supermercato o online. Alcuni, pur di vedere un effetto più evidente, hanno usato i prodotti in modo scorretto o con troppa frequenza, causando abrasioni, ipersensibilità, perdita di lucentezza dello smalto e danni irreversibili.

Uno sbiancamento efficace e sicuro è molto più di un gel e una lampada: è un protocollo clinico calibrato sul singolo paziente, che tiene conto di fattori come il colore e la discromia  di partenza, la presenza di restauri, lo stato di salute gengivale e la storia medica.

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